Soggette ad imposta l’esposizioni pubblicitarie a mezzo di macchina automatica


13 SETT 2019 La Cassazione afferma che non possono in alcun modo essere identificate come sede di impresa le apparecchiature automatiche erogatrici di fototessere (CORTE DI CASSAZIONE – Ordinanza 07 giugno 2019, n. 15465)

Nella fattispecie esaminata dalla Suprema Corte la srl proponeva ricorso davanti alla Commissione Tributaria Provinciale di Cremona avverso l’avviso di accertamento emesso per la liquidazione e la riscossione dell’imposta comunale sulla pubblicità, relativo all’imposta comunale per la pubblicità (ICP) per l’anno 2014 dovuta ad esposizioni pubblicitarie nel territorio del Comune di Cremona effettuate a mezzo di macchina automatica per la realizzazione e contestuale erogazione di fototessere e biglietti da visita. A sostegno dell’opposizione la ricorrente deduceva che i mezzi pubblicitari assoggettati ad imposta sarebbero in realtà riconducibili ad insegne e come tali esenti dal pagamento dell’imposta ai sensi dell’art. 17, comma 1 bis, d.lvo. 507/93, poiché aventi tutti superficie inferiore a cinque metri quadrati.
La Commissione Tributaria Provinciale di Cremona rigettava il ricorso.
La sentenza veniva impugnata dal contribuente e la Commissione Tributaria Regionale della Lombardia accoglieva l’appello rilevando: a) che le insegne esposte sul distributore di fotografie rappresentavano la denominazione dell’impresa ed erano perciò idonee a contraddistinguere l’attività esercitata e non costituivano un messaggio pubblicitario b) che in ogni caso le insegne erano poste nel luogo in cui si esercitava l’attività commerciale e pertanto contraddistinguevano la sede ove si svolgeva l’attività stessa con la conseguenza che erano esenti da imposte ai sensi dell’art. 17 comma 1 bis d.lvo. 507/1993.
Avverso la sentenza della CTR è stato proposto ricorso per Cassazione.
Il ricorso viene accolto. Sul punto questa Corte, con riferimento alle macchine distributrici di alimenti e bevande e più recentemente anche in relazione alle apparecchiature automatiche erogatrici di fototessere; ha affermato che tali postazioni non possono in alcun modo essere identificate come sede di impresa. Ciò in quanto o si ha riguardo alla sede legale e/o statutaria essendo la ricorrente società di capitali, o alla sede effettiva da intendersi nel luogo in cui hanno concreto svolgimento le attività amministrative e di direzione dell’Ente ed ove operano i suoi organi amministrativi o i suoi dipendenti. Escluso per evidenti ragioni che il distributore automatico di fototessere possa ricondursi al concetto, come sopra richiamato, tanto di sede legale quanto di quella effettiva di esercizio dell’attività sociale non può neanche ipotizzarsi un rapporto pertinenziale con la sede della società, in ragione dell’ampia diffusione territoriale che impedisce a monte la stessa configurabilità di un rapporto durevole di servizio del singolo distributore alla sede sociale.
Le postazioni di distribuzione delle fototessere, pur consentendo attraverso una procedura meccanica operazioni negoziali di scambio tra il prodotto fornito dall’apparecchio automatico e il corrispettivo pecuniario versato dall’utente, possono piuttosto essere ricondotte ai singoli beni, dislocati, fuori dalla sede sociale, in diversi punti del territorio nazionale, facenti parte di quel <<complesso di beni organizzati dall’imprenditore per l’esercizio dell’impresa>> che secondo la definizione contenuta nell’art. 2555 cc costituisce l’azienda.
La CTR si è dunque discostata dai principi enunciati dalla consolidata giurisprudenza.