Redditometro: la rilevanza del principio della “famiglia fiscale”


In caso di accertamento sintetico del reddito (c.d. “Redditometro”), il contribuente ha l’onere di provare che il maggior reddito accertato è riferibile al nucleo familiare (principio della “famiglia fiscale”) (Corte di cassazione – sentenza n. 31782/2019).

A stabilirlo sono stati i giudici della Corte di Cassazione che si sono espressi sul principio della “famiglia fiscale” ai fini del redditometro, principio che consente di individuare correttamente il perimetro di ricchezza di una persona, e sull’onere probatorio da parte del contribuente.


Va detto che, in tema di accertamento delle imposte sui redditi delle persone fisiche, gli uffici finanziari possono determinare sinteticamente il reddito complessivo netto del contribuente, sulla base degli indici di spesa riguardanti il cd. redditometro, e tale metodo di accertamento dispensa l’Amministrazione finanziaria da qualunque ulteriore prova rispetto all’esistenza dei fattori-indice della capacità contributiva, sicché è legittimo l’accertamento fondato su di essi e resta a carico del contribuente, posto nella condizione di difendersi dalla contestazione dell’esistenza di quei fattori, l’onere di dimostrare che il reddito presunto non esiste o esiste in misura inferiore.


Detto questo, i giudici hanno affermato che, a fronte della determinazione redditometrica del reddito delle persone fisiche, la prova contraria consistente nel possesso di redditi ad opera del contribuente si può configurare anche a carico dei familiari, compreso il coniuge in separazione dei beni.