“Non emesse” le fatture elettroniche scartate


Si considerano non emesse la fattura elettronica o le fatture del lotto di cui al file scartato dal SdI (AGENZIA DELLE ENTRATE – Principio di diritto 11 novembre 2019, n. 23).

La mancata emissione della fattura nei termini legislativamente previsti – cui va equiparata la tardività di tale adempimento comporta, in primis, l’applicazione delle sanzioni di cui all’articolo 6 del d.lgs. n. 471 del 1997 ossia, per ciascuna violazione:
– fra il novanta e il centoottanta per cento dell’imposta relativa all’imponibile non correttamente documentato con un minimo di 500 euro (cfr. il comma 1, primo periodo, nonché il successivo comma 4);
– da euro 250 a euro 2.000 quando la violazione non ha inciso sulla corretta liquidazione del tributo.
Troveranno altresì applicazione, non cumulativa, ma alternativa tra loro, gli istituti individuati nell’articolo 12 del decreto legislativo 18 dicembre 1997, n. 472 (concorso di violazioni e continuazione) e nell’articolo 13 del medesimo d.lgs. (c.d. “ravvedimento operoso”).
Il legislatore, inoltre, con specifico riferimento al primo periodo di applicazione dell’obbligo di fatturazione elettronica tramite SdI (primo semestre del 2019) ha statuito che le sanzioni sopra individuate:
– non trovano applicazione qualora la fattura elettronica sia regolarmente emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione periodica dell’IVA relativa all’operazione documentata;
– sono ridotte dell’80 per cento, se la fattura elettronica è emessa entro il termine di effettuazione della liquidazione IVA del periodo successivo, riduzione che si applica sino al 30 settembre 2019 per i soli contribuenti che effettuano la liquidazione periodica dell’imposta con cadenza mensile.